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Feste di Natale e vini, come comportarsi


Come ogni anno sono in tanti a chiedersi quali vini mettere in tavola nei pranzi di questi giorni.

Partiamo dalla cena del 24 e dal pranzo di Natale, qui possiamo seguire poche semplici regole per non sbagliare gli abbinamenti. Innanzitutto per il pranzo a base di pesce orientarsi su vini bianchi o se piace, su qualche rosso poco strutturato. Con l’antipasto si potrebbe pensare ad un rosato e ce ne sono di buoni in Campania, un vino di piacevole beva e non troppo impegnativo, o ad un asprinio d’Aversa spumante la cui acidità sgrasserà la bocca da maionese e salmone.

Sui primi di mare ideale una falanghina che ben accompagnerà spaghetti ai frutti di mare, linguine col polpo e quant’altro porterete in tavola. In alternativa un bianco base della costa d’Amalfi dove troverete vitigni poco conosciuti quali pepella, ginestra, Biancazita. Un bel giro a Tramonti potrebbe in questo senso aiutarvi a scegliere la bottiglia giusta essendoci diverse ottime cantine. Proseguendo con i secondi di mare un bel fiano d’Avellino o cilentano potrebbe essere la scelta giusta, ricco, profumato e abbastanza strutturato. In alternativa un pallagrello bianco, vitigno autoctono del casertano sposerà a meraviglia orate e spigole al forno o per i più fortunati l’aragosta alla catalana.

Per il pranzo del 25 solitamente a base di carne, un bel Gragnano frizzante risolverà il dilemma vino sugli antipasti opulenti della tradizione quali salumi, formaggi e torte rustiche. Sui primi un aglianico giovane e che non ha fatto barrique potrà accompagnarvi egregiamente mentre sui secondi di carne soprattutto se cacciagione serve un vino rosso strutturato. Qui la scelta è quasi obbligata su un grande taurasi invecchiato, aperto almeno un’ora prima di servirlo per farlo ossigenare. Oppure ritorniamo sui barolo e i brunello per chi ama i vini di altre regioni.

Sui dolci un solo consiglio: non bevete spumanti secchi ma dolci o addirittura vini passiti liquorosi. Quali? Passito di Pantelleria per chi ama la Sicilia, ma tenete presente che tante aziende campane fanno vini passiti molto buoni, basta una veloce ricerca su internet. Lo spumante secco lasciatelo per il brindisi della mezzanotte, un sorso per augurarsi buone feste con le persone care. Sulle temperature di servizio dei vini ricordare che i bianchi e i rosati si servono sui 10-12 gradi, i rossi sui 16-18 mentre i vini dolci sui 12-16. Più freddi gli spumanti sugli 8 gradi.

Infine ricordare che si servono in un pranzo prima i vini con un grado alcolico più basso e poi quelli con uno più alto. Sconsiglio di bere superalcolici a fine pasto poiché l’alcol non aiuta a digerire ma anzi rende più difficile la cosa. Un buon compromesso potrebbe essere un dito di limoncello o finocchietto che lasciano una bocca profumata e fresca.

Autore: Maro Contursi

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