Alla scoperta di Pellezzano
Campagna Felix si occupa della terra intesa non soltanto come “suolo”, ma anche come luogo di appartenenza, come territorio storico e paesaggistico, come “spazio fecondo” dove prendono vita le relazioni tra la gente ed i luoghi. Promuovere la bellezza e la cultura della provincia salernitana è fondamentale.
Oggi esploriamo il comune di Pellezzano, che rientra tra i percorsi turistici della provincia di Salerno e nel quale opera il GAL “Terra è vita”.
Proprio su iniziativa del GAL Irno-Cavese, lo scorso dicembre è stato installato a Pellezzano il primo pannello itinerante, con lo scopo di divulgare la conoscenza del territorio - attraverso foto e descrizioni informative - permettendo ai turisti, ma anche alle persone del posto, di scoprire la storia, le attrattive e le tipicità del luogo. Verranno installate successivamente altre segnaletiche in tutti i comuni del gruppo di azione locale.
Promuovere la bellezza e la cultura della provincia salernitana è fondamentale, soprattutto in questo momento storico che mette a rischio l’economia legata al turismo. Per sostenere i nostri territori, partiamo dalla divulgazione, con una panoramica delle origini e degli itinerari da visitare.

Il nome della città deriva dal latino “fundus Pellitianus”: ovvero la proprietà privata (fondus) di un patrizio romano che si chiamava Pellitius, e da qui “proprietà di Pellizio”.
Le origini del territorio sono lontane e hanno ripercorso l’intera storia del meridione, a partire dalla civiltà etrusca a quella greco-lucana (come dimostra l’area archeologica etrusco-sannitica di Fratte, situata lungo il fiume Irno). Sono seguiti l’avvento dei Picentini e la dominazione dei Romani, testimoniata dalla villa romana di Sava (frazione di Baronissi) e da diversi rinvenimenti della zona.
Passando per la dominazione longobarda a quella borbonica, furono soprattutto le invasioni barbariche e le incursioni saracene sulle coste tirreniche a costringere gli abitanti della costa a cercare rifugio tra i boschi dell'entroterra, mutando così l'assetto della Valle dell’Irno. La loro vita, le attività, le consuetudini, si raccolsero attorno ai casolari. E fu così che con il nucleo originale del paese si formò intorno al luogo più antico: la Rocca del Casale. A livello economico, la natura montuosa del posto si prestava poco alla coltura dei campi che risultava scarsamente redditizia, questo favorì l'arte della lana a livello manifatturiero.
Nei secoli si formarono diversi “Casali” distinti fra loro: Pellezzano, Coperchia, Capriglia, Capezzano, Cologna, San Nicola, Casal Barone, Casa del Galdo, Nofilo. Di questi, i primi cinque facevano parte della Università di Salerno (così veniva chiamato all’epoca il Comune), a cui dovevano pagare ingenti tasse, riducendo il popolo in grande difficoltà economica.
Questi ed altri motivi portarono a chiedere la separazione dall'Università, lotta che iniziò il 1816 per concludersi nel 1819, quando Il Consiglio d'Intendenza della Provincia si pronunciò per il distacco dei cinque Casali e, qualche mese dopo, nacque il Comune di Pellezzano.

Vista di Pellezzano - foto di MTN Company
Il centro collinare, adagiato in posizione dominante la valle del fiume Irno, si trova ad un'altitudine di 247 metri sul livello del mare.
Il paesaggio naturale è piuttosto movimentato: nella parte orientale troviamo l’area ricca di coltivazioni dell’alveo fluviale; la parte occidentale è immersa in una folta area verde e boschiva che riveste le colline. Da un punto di vista geografico si trova al centro di tre sistemi urbani: Salerno, Avellino e l’Agro Nocerino-Sarnese. Esso confina infatti a nord con il comune di Baronissi, ad est con quello di Cava dei Tirreni, e a sud-ovest con Salerno, che in linea d'aria si trova ad una distanza di 4,86 km.
La cittadina conta attualmente una popolazione residente di 11.101 ed il suo sviluppo economico è stato agevolato negli anni dalla vicinanza della strada statale 88 dei due Principati (SS 88), che collega molti comuni: Salerno, Avellino, Benevento e Campobasso. È ben collegata inoltre dalla linea ferroviaria Salerno-Avellino e dal raccordo autostradale Salerno-Avellino a 9 km dall’abitato, che fa da tramite fra le autostrade Caserta-Salerno (A30), Napoli-Reggio Calabria (A3) e Napoli-Canosa di Puglia (A16).

Dal punto di vista storico-culturale il territorio offre molti siti di grande rilevanza e sono presenti dimore storiche di notevole interesse architettonico.
Villa Wenner
Antica villa ottocentesca sita a Capezzano, è immersa in un incantevole parco conosciuto per il suo patrimonio botanico di pregiate piante ed alberi secolari. Fu costruita nel 1862 dall’industriale svizzero Federic Alberto Wenner, fondatore delle industrie tessili MCM “Manifatture Cotoniere Meridionali”.
Gli Svizzeri scelsero questa zona spinti da alcuni fattori geografici ed economici, come l’importante presenza di acque correnti, necessarie ad attivare i filatoi e i telai meccanici. Ed è proprio vicino al fiume Irno, poco distante dalla Villa, che sorgono i cosiddetti "Villini Svizzeri".
Sono altre residenze, in stile tipicamente neoclassico, meno grandi ma ugualmente graziose ed immerse nel verde, destinate alle famiglie dei cogerenti e degli impiegati delle industrie stesse. Furono progettati dell'architetto Stefano Gasse, già conosciuto a Napoli per aver realizzato il Palazzo San Giacomo e l'Osservatorio Astronomico di Capodimonte.
Dopo il terremoto del 1980 i Villini furono abbandonati, per poi tornare in seguito al loro antico splendore diventando la residenza di famiglie locali e, in qualche caso, dei B&B.
Villa Wenner ha ottenuto nel 1984 il vincolo del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali. Attualmente è possibile visitarla sia esternamente che internamente, è inoltre adibita come location per l’organizzazione di eventi e cerimonie.



Residenza signorile dell’ottocento, ubicata su un costone roccioso della frazione Capriglia, posizione strategica che sovrasta la città. È costituita da un edificio a corte e un grande parco che vanta una varietà di essenze arboree.
La famiglia Pastore è stata una delle casate più illustri della Valle dell’Irno, in virtù di ciò ha perfino ospitato diverse volte i Re d'Italia nella propria residenza.
La struttura, dal XVIII secolo in poi, è stata destinata ad alloggio estivo di proprietari terrieri residenti altrove. Villa Pastore nel 1969 è stata donata dai discendenti alle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia. Oggi è residenza della comunità religiosa e può ospitare convegni, congressi, ritiri spirituali, incontri di preghiera e funziona anche come B&B.



Importante complesso edilizio, si trova sulla omonima collina tra Capriglia e Pellezzano, una posizione dominante da cui si può ammirare un esteso panorama che va dalla Valle dell’Irno a quella del Sele.
È un sito di elevato valore storico oltre che paesaggistico: dalla struttura architettonica della Chiesa si suppone sia molto antico, probabilmente di origine medievale. Nel XVI secolo il Convento fu insidiato dai monaci Eremitani di Colloreto, ma non si hanno antecedenti dati riguardo ad altri ordini o congregazioni che vi abbiano dimorato. Notizia certa è che nel 1653, in seguito alle disposizioni di Papa Innocenzo X, il Monastero fu soppresso ed assegnato ad un prete che doveva risiedere nel convento, continuando a celebrare le sante messe per mantenere il culto. Dopo anni di abbandono in condizioni di degrado, il complesso è stato restaurato, consentendone la riapertura e assegnandogli la nuova destinazione a “Polo Museale”. Il sito è raggiungibile in auto. Si può accedere al suo interno, percorrendo i corridoi che conducono ad ampie sale, alle celle e ai terrazzi panoramici.



Pellezzano può vantarsi di una preziosa ed estesa area verde, al ridosso del fiume Irno e condiviso con Baronissi: il Parco Fluviale dell'Irno. Un percorso immerso nella natura, fatto di sentieri alberati che costeggiano laghetti, dove è anche possibile praticare pesca sportiva. I possibilili accessi al Parco si trovano in Via Nofilo (Cologna), Via della Quercia (Capezzano) e Via Delle Fratte Lago (Coperchia).



Il culto religioso caratterizza le usanze e le abitudini degli abitanti di Pellezzano. Il Santo patrono è San Clemente, festeggiato il 23 novembre. Altra festività molto sentita è Sant’Anna, che attrae anche persone dai paesi vicini: la santa viene portata in processione a mezzogiorno della domenica successiva il 26 luglio.
Riguardo le tradizioni gastronomiche, il prodotto tipico di Pellezzano è il “sciusciello”, nome che deriva da soffio (o’ sciùscio), che gonfia il pane cotto nel forno a legna. Secondo la ricetta tradizionale, il sciusciello viene impastato con farina 00 e integrale, acqua, sale, lievito, e farcito con strutto di maiale e pepe.

Chiesa di S. Maria delle Grazie - foto di MTN Company

Il "Sciusciello"
Fonti:
- Comune di Pellezzano https://www.comune.pellezzano.sa.it/
- Ministero della Cultura https://www.beniculturali.it/
Autore: MTN Company
