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Comitato di redazione

La Nocciola Tonda di Giffoni


Viaggiando alla ricerca delle specialità salernitane non poteva mancare una menzione alla famosa nocciola tonda di Giffoni, che indica una varietà presente in tutti i Picentini. L'Indicazione geografica protetta "Nocciola di Giffoni" si riferisce infatti a una delle varietà italiane più pregiate in assoluto: la Tonda di Giffoni.

La coltivazione del nocciolo in Campania risale ai tempi del dominio romano. Numerose testimonianze si rinvengono nei ricettari latini già a partire dal III secolo avanti Cristo, e da reperti archeologici, quali ad esempio alcuni resti carbonizzati di nocciole, trovati negli scavi di Pompei. Le prime testimonianze della coltivazione della "Nocciola di Giffoni" IGP, prodotto in provincia di Salerno, risalgono al Medioevo, ed era oggetto di scambi commerciali in tutta Italia, dove faceva concorrenza alla altrettanto pregiata "Nocciola Gentile delle Langhe".

Il territorio dei Picentini e della valle dell'Irno, d'altra parte, è vocato naturalmente alla coltivazione del nocciolo in quanto questa pianta è presente da sempre nella zona allo stato selvatico. Ben 12 i comuni che rientrano nell'areale della IGP, tra cui Calvanico e Fisciano, famosi anche per la presenza di castagni, che si alternano nel paesaggio alle distese di noccioleti. Il terreno, ricco di minerali, presenta le migliori condizioni per la coltivazione di questa nocciola, dalla forma rotondeggiante, con polpa bianca e sapore aromatico, che ben si presta ad essere trasformata in creme spalmabili e torroni. Essendo una cultivar medio-precoce, la raccolta dei frutti inizia solitamente già dalla terza decade di agosto, dopo di che, le nocciole vengono essiccate per portarle ad un'umidità del 5-7% e infine si depositano in luoghi freschi e ventilati, privi di odori e umidità. Il profilo nutrizionale della "Nocciola di Giffoni" fa sì che il suo consumo protegge dall'aterosclerosi e dalle malattie cardiovascolari, grazie ad una concentrazione di grassi monoinsaturi, come l'acido oleico, che contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Essa inoltre è ricca di vitamine E, B, C, nonché di minerali quali il ferro, il rame, lo zinco, il fosforo, il sodio, il magnesio e il selenio, fondamentali per un corretto funzionamento del sistema cellulare. Consigliamo di approfittare delle belle giornate autunnali per organizzare una escursione nei comuni rientranti nella IGP, dove ristoranti e pasticcerie offrono tante specialità a base della nocciola locale, magari abbinandola a rarità come la pera pericina, altra eccellenza del territorio. Non solo dolci ma anche primi piatti, come lo squisito spaghetto con nocciole e alici di Cetara che vede il matrimonio del gusto tra due prelibatezze salernitane, o le costolette di agnello locale, impanate nella farina di nocciole. Squisito poi il gelato al gusto nocciola di alcuni Maestri Gelatieri del territorio come Angelo Napoli a Baronissi.

Autore: Marco Contursi

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